Saamiya Yusuf Omar

Novembre 20, 2017 Scritto da

« Noi sappiamo che siamo diverse dalle altre atlete. Ma non vogliamo dimostrarlo. Facciamo del nostro meglio per sembrare come loro. Sappiamo di essere ben lontane da quelle che gareggiano qui, lo capiamo benissimo. Ma più di ogni altra cosa vorremmo dimostrare la nostra dignità e quella del nostro paese. »

(Samia Yusuf Omar, 2008)

Saamiya nasce nel 1991 in una famiglia povera di Mogadiscio.
Da sempre Saamiya ha la passione e l'attitudine per la corsa; quando Mo Farah, celebre mezzofondista britannico di origine somala, appare su un giornale, lei lo appende nella camera che divideva con i suoi fratelli, nella speranza di poter diventare come lui ma gareggiando per il suo paese, la Somalia.
Dopo aver vinto tutte le gare per dilettanti somale, inizia a partecipare a gare per professionisti con l'aiuto del centro olimpico somalo, situato a Mogadiscio.
Nel maggio del 2008 gareggia nei 100 m piani ai Campionati africani di atletica leggera 2008, concludendo in ultima posizione la sua batteria.(15"64) Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008, nella gara dei 200 m, ottenendo il record personale di 32"16, l'ultimo tempo di tutte le batterie, venendo però comunque incoraggiata e applaudita dal pubblico presente allo stadio.
Successivamente alla gara tutti i giornalisti la intervistano, ma la sua risposta è: "Avrei preferito essere intervistata per essere arrivata prima, invece che venire intervistata per essere arrivata ultima".
Il connazionale Abdi Bile, ex atleta mezzofondista e medaglia d'oro dei 1500 metri piani ai mondiali di Roma del 1987, citato dalla scrittrice Igiaba Scego, sostiene che Saamiya è morta annegata nell'aprile del 2012, mentre stava cercando di raggiungere le coste italiane su un barcone di migranti partito dalla Libia, che ha fatto naufragio a largo di Malta.
La giornalista Teresa Krug, di Al Jazeera, a lungo in contatto con lei, conferma successivamente che Saamiya avrebbe viaggiato attraverso Etiopia, Sudan e Libia con l'intento di giungere in Europa per trovare un allenatore che la mettesse in grado di partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012; ma all'inizio di aprile del 2012 sarebbe morta annegata nel naufragio dell'imbarcazione diretta a Lampedusa.
La notizia della morte è poi stata confermata dalle agenzie di stampa internazionali. La vita di Saamiya Yusuf Omar è stata raccontata nel romanzo Non dirmi che hai paura, scritto da Giuseppe Catozzella ed edito da Feltrinelli il 12 gennaio 2014, romanzo poi pubblicato in tutto il mondo.

IO NON CORRO DA SOLA...

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